Visualizzazione post con etichetta novecento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta novecento. Mostra tutti i post

martedì 9 giugno 2020

step #21: il DELTAPLANO

Volare è sempre stato uno dei grandi sogni dell’uomo fin dall’antichità (ne è una dimostrazione il pallone aerostatico dei F.lli Montogolfier).
Il desiderio di librarsi nell’aria per il puro piacere di farlo si è concretizzato nel moderno deltaplano.

La sperimentazione, che prendeva spunto dagli alianti, iniziò già verso la fine del 1800, quando negli Stati Uniti John Joseph Montgomery e Otto Lilienthal (1890) tentarono senza molto successo brevi voli. In Europa si iniziò con Octave Chanute, che cercò di sfruttare sistemi fino a 12 ali (fisse) nel 1896, per proseguire nel secolo successivo, con Jan Lavezzari (1904). Probabilmente tutti gli sforzi fatti in quel periodo ebbero poco successo a causa dei materiali all’epoca disponibili, non paragonabili a quelli presenti sul mercato moderno.

Otto Lilienthal e il suo deltaplano
I primi successi arrivarono nel 1951, quando l’ingegnere Americano Francis Melvin Rogallo brevettò un “aquilone flessibile”. Tale invenzione, sebbene non prevedesse il trasporto di persone, introdusse il concetto di un elemento volante con una tipica forma a V rovesciata, superfici completamente flessibili e struttura facilmente smontabile e trasportabile.

Successivamente i tentativi si spostarono in Australia, dove John Wallace Dickenson ebbe l’idea di far trainare il futuro deltaplano da un motoscafo. Egli tentò di depositare un brevetto nell’ottobre del 1963, ma non riuscì a confermarlo per mancanza di fondi. Tuttavia nel 1996 il governo Australiano decise di conferirgli comunque una importante onorificenza per il suo contributo all'aviazione.

Per trovare il primo brevetto riguardante il deltaplano nella configurazione che al giorno d’oggi conosciamo bisogna arrivare al 1976, quando Frank J. Bartolini ottenne il brevetto per un ”HANG GLIDER”. Tale dispositivo prevedeva l’auto-lancio, una struttura leggera con frame in alluminio e tiranti ed aveva la caratteristica di essere facilmente smontabile e trasportabile.

L’invenzione è stata oggetto di continui miglioramenti, modifiche ed integrazioni, che hanno portato alla registrazione di numerosi brevetti come:

moderno deltaplano

Il deltaplano ha subito negli anni molte modifiche ed innovazioni, di forma, di utilizzo (ad es. a due posti) o di governabilità. Tuttavia al giorno d'oggi è stato quasi completamente sostituito dal parapendio.

giovedì 21 maggio 2020

step #16: WALT DISNEY, genio del divertimento e della fantasia

Se proviamo a pensare ad un "testimonial" del divertimento non può non venirci in mente Walt Disney, un grande ed abile imprenditore e produttore cinematografico, ma prima di tutto artista, disegnatore, animatore, intrattenitore che ha sbalordito il mondo per la sua fantasia e creatività.

Walt Elias Disney nasce a Chicago il 05/12/1901. Ebbe un’infanzia difficile, la madre abbandonò la famiglia, e Walt insieme ai fratelli aiutò il padre economicamente vendendo giornali per strada e sui treni della Missouri Pacific Railroad. Nacque proprio in quel periodo la sua passione per i treni a vapore, che coltivò in seguito nella sua casa di Los Angeles dove sviluppò progetti e costruì il proprio treno in miniatura nel giardino.
Successivamente si dedicò al teatro e cominciò a lavorare in un’agenzia pubblicitaria di Kansas City, dove conobbe Ub Iwerks che diventerà il suo più stretto collaboratore. Dopo il fallimento della sua prima piccola società di produzione di cartoon satirici, si sposta insieme al fratello ed a Iwerks a Hollywood dove fonderà la Walt Disney Production. Nascono Mickey Mouse (1928) e via via tutti i suoi più grandi personaggi, come Donald Duck (1934) e i suoi famosi lungometraggi: Biancaneve e i Sette Nani (1937), Pinocchio (1939, un mezzo flop), Fantasia (1940, un capolavoro in cui ha elevato ad arte il rapporto fra immagine e musica) e così via tutti gli altri.

Qui uno spezzone del film Fantasia


Nel 1955 apre i battenti Disneyland, a Los Angeles, un parco divertimenti che ebbe enorme successo, e nel 1966 nasce il Progetto Florida, vicino ad Orlando, con un parco divertimenti più elaborato di Disneyland. La passione di Disney per i mezzi di trasporto di massa e la tecnologia rivivono nella monorotaia che collega due parchi e quattro hotel, e nell’EPCOT Center, una città del futuro pianificata da lui personalmente, dove la comunità di abitanti possono vivere, lavorare ed interagire utilizzando tecnologie avanzate, e gli scienziati sviluppano nuovi progetti per migliorare il livello di vita e la salute dell’uomo.


L’EPCOT Center verrà inaugurato nel 1982 ma purtroppo Disney non ebbe la possibilità di vedere il suo progetto realizzarsi. Accanito fumatore, morì il 15 dicembre 1966 per numerosi problemi ai polmoni e cardiocircolatori. 

mercoledì 20 maggio 2020

step #15: il NOVECENTO

CINEMA

Nel Novecento il cinema fu uno degli ambiti culturali che ebbe più successo (abbiamo già discusso la sua nascita in uno step precedente).

Rappresentava un potente mezzo di comunicazione di massa (insieme alla fotografia ed alla stampa) e costituiva una delle forme di evasione e divertimento più diffuse, fino all’avvento della televisione che oggi rappresenta una potentissima concorrente. Si va al cinema per staccare dalla routine quotidiana, per divertirsi, ma per qualcuno rappresenta invece la possibilità di avere una nuova visione della realtà, un approfondimento della conoscenza delle cose e delle persone. Esiste quindi anche un cinema impegnato, con un intento didattico, critico e costruttivo. Il cinema, tramite l’immagine, può comunicare messaggi e contenuti importanti.
Alcuni esempi potrebbero essere i famosi film di fantascienza Blade Runner (1982, diretto da Ridley Scott) o la serie dei Matrix (il primo è del 1999, diretti dai Fratelli Wachowski), dove di nuovo viene ripreso il conflitto macchina-uomo. I due film sono rappresentazioni di mondi dove le macchine vengono per volere umano sempre più coinvolte nella realtà al punto di stravolgerla e prenderne possesso. Hanno quindi l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico a diffidare della tecnologia, che occupa sempre più spazio in ogni ambito della vita umana, poichè l'abuso potrebbe rivelarsi pericoloso.
Se inizialmente questi film potevano sembrare esagerati e distopici, già al giorno d'oggi iniziamo a realizzare come l'automatizzazione stia raggiungendo livelli prima impensabili e come quel futuro non sembri più così tanto impossibile.

Ma l'industria del cinema non è l'unica ad avere grande successo nel Novecento...

GIOCATTOLI

bambola tedesca di inizio '900
Negli anni ’20 e ’30 del Novecento nasce la produzione industriale del giocattolo, soprattutto in Germania. Ma la Seconda Guerra mondiale sconvolse tutto, le fabbriche furono chiuse o vennero distrutte, non esistevano più materie prime. Nel Dopoguerra il settore riprese la sua attività utilizzando nuovi materiali come la plastica e la celluloide che causarono una rivoluzione nella produzione di bambole e giocattoli. Contemporaneamente si andarono affermando nuove teorie pedagogiche che davano al gioco un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento ed affermazione del bambino. Alla fine del Novecento l’industria del giocattolo ha allargato i suoi orizzonti negli ambiti più diversi proponendo giocattoli complessi ed elaborati. Le bambole hanno subito trasformazioni enormi, rappresentano le immagini femminili del nostro tempo con caratterizzazioni che riflettono perfettamente la realtà moderna.
    



In questo post ci siamo concentrati sul cinema e sui giocattoli, ma nel Novecento ci fu grande innovazione in moltissimi campi: si diffusero nuove macchine come il Juke Box e il Flipper, la macchina fotografica, la televisione, i computer, i videogiochi, gli smartphone e migliaia di altri articoli elettronici per l’intrattenimento sempre più sofisticati. Ed oggi con internet il futuro del divertimento è ancora tutto da scoprire.


FONTE: Storia delle macchine, Vittorio Marchis

Il novecento e l'industria delle macchine

Il XX secolo è testimone di uno sviluppo enorme ed ormai impossibile da classificare. Non si può più parlare solo di scienza: lo sviluppo della tecnologia è profondamente legato all’evoluzione della società, della politica, della cultura e del pensiero. 


Le macchine ormai sono parte integrante di ogni attività, influenzando l'uomo nel suo comportamento e nella sua capacità di rapportarsi con il prossimo, di pensare e di giudicare. L’eterna dicotomia macchina-uomo continua. La macchina rappresenta progresso e guadagni solo per qualcuno a discapito dell’alienazione di molti (qui sopra una scena del film "Modern Times" di Charlie Chaplin che rappresenta perfettamente la situazione). Tuttavia, con l’avvento delle macchine utilizzate nella medicina (come quelle per la dialisi e per la respirazione meccanica), ci si rende  anche conto che ormai la tecnologia non è più solo il limite della natura ma anche indispensabile supporto alla vita e al benessere dell’uomo.

E' importante sottolineare che in questo periodo avvenne il definitivo consolidamento di un'industria che divenne col tempo fondamentale per l'uomo: quella dell'automobile.

Henry Ford, “così ho inventato la catena di montaggio” - Linkiesta.itDal 1913 Henry Ford dava inizio alla produzione delle auto in serie con la creazione della catena di montaggio incidendo fortemente sulla civiltà moderna con la produzione in massa di autoveicoli a costi più bassi e la loro conseguente diffusione anche tra i ceti meno abbienti.

Nel 1899 a Torino nacque la Fiat, ma solo alla fine della Prima Guerra Mondiale si iniziò a capire le potenzialità dell’industria automobilistica. Molti imprenditori quindi  cominciarono a fare viaggi verso gli Stati Uniti per conoscere la nuova realtà della Ford e poterla replicare in Italia. Nel 1932 la Fiat produsse la Balilla e la prima 500 Topolino cominciando a presentarsi ad un pubblico più ampio. 
Questo diede alle famiglie italiane la possibilità di muoversi, fare gite, fare viaggi, incentivando il turismo di massa. La Nuova 500, acquistabile anche a rate, diventa il simbolo della rinascita, dell’ottimismo, della vitalità, dell’indipendenza.


Con la diffusione dell’auto nasce anche lo sport dell’Automobilismo. Molteplici sono i tipi di gare che vennero organizzate in tutto il mondo, dalla Formula 1 ai Rally, Endurance, Formula Indy e Nascar (tipiche degli USA) etc.

domenica 19 aprile 2020

step #10: TOGA TOGA!

Dopo aver preso in considerazione diversi film ho deciso di proporre una scena di Animal House, diretto da John Landis nel 1978 e diventato col passare del tempo un vero cult del cinema.
Si tratta della storia delle due giovani matricole Larry e Kent che, all'università di Faber, vogliono iscriversi ad una delle varie confraternite (nel film dette fratellanze). Vengo rifiutati dalla "omega Theta Phi", composta da studenti ricchi e snob, mentre vengono accettati dalla "Delta Tau Chi", composta solo da studenti ripetenti con voti bassi e una condotta disastrosa e da cui è bandita ogni regola sociale.
Essendo consapevoli di essere ormai con un piede fuori dell'università a causa del loro comportamento, i membri della confraternita decidono di divertirsi senza pensieri e organizzano un'ultima festa in maschera dove tutti i partecipanti devono indossare solamente una toga bianca e dei sandali. Il Toga Party è la scena più famosa del film, dove i protagonisti si scatenano senza limiti. Memorabile è John Belushi nei panni di John "Bluto" Blutarsky che, nel corso dei folli festeggiamenti, scaraventa più volte una chitarra contro il muro distruggendola. Questa scena è stata ripresa in molti film successivamente.




I temi centrali di questa sequenza cinematografica sono quindi l'idea di "divertirsi" attraverso una visione leggera e irresponsabile della vita che però permette anche di "divertire" dalla rigida realtà, ovvero distrarsi ed allontanarsi dal rispetto assoluto delle regole e dal rigore che spesso sfocia nel fanatismo più irritante, rappresentato nel film dal cadetto militare Niedermeyer della "Omega Theta Phi".
Animal House rappresenta il primo esempio di un'espressione cinematografica spensierata e triviale della giovinezza.

domenica 5 aprile 2020

step #7: LASCIATEMI DIVERTIRE!

Lasciatemi divertire si presenta come un vero e proprio manifesto di poetica ed è l'opera che meglio definisce l'identità di Aldo Palazzeschi e la sua visione della società. Appartenente alla corrente futurista, l'autore decide di prendere le distanze dalla poesia del passato in quanto incentrata sulla figura del poeta vate: secondo lui infatti molte persone si dichiaravano poeti nonostante non avessero nulla da dire e non fossero all'altezza. Con Lasciatemi divertire egli utilizza quindi il riso, l'ironia e il paradosso per criticare la tradizione poetica e il gusto del pubblico medio.


Palazzeschi propone quindi un nuovo tipo di poesia, apparentemente priva di senso e incentrata solamente sul divertimento sia da parte dell'autore che del lettore.
Lo scopo dell'opera è dichiarato sin dai primi versi:

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente -!
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

L'autore vuole comunicare tutta la gioia provata nello scrivere poesie, anche se queste non sono colte come quelle del passato, e rivendica il diritto a divertirsi senza impegno. Per questo uno dei temi principali dell'opera è la presa in giro di se stesso e di ciò che scrive. Lasciatemi divertire si presenta quindi come una filastrocca infantile e intavola una sorta di dialogo tra l'autore e il lettore tradizionale. Quest'ultimo rimane spiazzato da ciò che legge e per questo accusa l'autore, che a sua volta ribatte con toni sarcastici. 

Non è vero che non voglion dire,
vogliono dire qualcosa.
Voglion dire…
come quando uno si mette a cantare
senza saper le parole.
Una cosa molto volgare.
Ebbene, così mi piace di fare.

La poesia deve essere intesa come un'occasione di gioco e, proprio per questo, le espressioni in versi non hanno significati particolari e spesso contengono onomatopee. Ma l'autore non vede questa sorta di inutilità delle proprie poesie come un difetto, bensì come uno spunto per una nuova libertà, come testimonia l'appello finale alla libertà di espressione e allo svago: e lasciatemi divertire!

step #25: SINTESI

Cari lettori, siamo arrivati alla fine di questa nostra avventura alla ricerca di più informazioni possibili sul verbo DIVERTIRE ed è giunt...